| Arma antichissima quasi quanto l'arco (una delle piu' remote testimonianze della sua esistenza ci viene dalla penisola indocinese dove era gia' conosciuta nel secondo millennio avanti Cristo), la balestra fu in auge soprattutto nel Basso Medioevo in Europa. Ottimi balestrieri erano tra l'altro i Genovesi, che fornirono corpi specificatamente addestrati ed armati di balestre a molti eserciti stranieri del tempo. Temibilissima e decisamente efficace, in quanto permetteva un ben piu' preciso puntamento dell'arco ed una maggior gittata, la balestra godeva anche di un'altra caratteristica che la rendeva ancora piu' micidiale e per cio' temibile sui campi di battaglia: l'eccezionale potere di penetrazione dei suoi bolzoni, tozze frecce dall'ampia impennatura. La cavalleria francese, che partecipo' alla battaglia di Azincourt il 25 ottobre 1415, fu decimata in totalita' dagli arcieri e balestrieri inglesi di Enrico V. Poco piu' di due secoli prima, nel 1199, era stato invece un balestriere francese, vera e propria versione Medievale del moderno sniper, ad aver dato una prima conferma della precisione e della micidiale efficacia della balestra uccidendo Riccardo I, piu' noto come Riccardo Cuor di Leone, con una freccia scagliata a distanza di sicurezza |
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La balestra che si usava a mano e da posta per lanciare frecce o proiettili piu' o meno sferici, come facevano i Romani della Gallia dei primi secoli dopo Cristo, fu costruita in varie grandezze a seconda dell'uso cui era destinata. Era costituita da vari elementi specifici: l'arco, fatto di legno, di corno o piu' spesso di metallo; il fusto, all'estremita' del quale era montato quest'ultimo; la noce, disco fissato al fusto che funge da tacca per bloccare la corda tesa dell'arco; la chiave o manetta, che serviva per tendere l'arco tramite una corda, detta anche nervo. Tra i vari tipi di balestra si ricorda quella a crocco e a martinetto, che si caricava per mezzo di un congegno simile appunto ad un comune martinetto, nonche' quelle dette italiane, che si tendevano appoggiando il calcio del fusto al corpo e tirando quindi la corda con le mani. Tra queste ultime, molto diffusa era la ballestrina da pugno, di dimensioni molto contenute, impugnabile con una sola mano, che veniva utilizzata per il combattimento ravvicinato dai reparti di cavalleria poco prima del contatto fisico con l'avversario. Caduta in disuso in campo militare con l'affermarsi delle armi da fuoco, la balestra continuo' ad esistere come strumento da caccia e di divertimento. Se ne costruirono infatti sino al Settecento e, di piccole dimensioni per il tiro da sala, fino all'Ottocento. |
| Tornata di attualita' durante l'ultimo quarto di secolo, soprattutto nel campo venatorio per la caccia al cinghiale, la balestra ha destato l'interesse anche dei responsabili militari o delle forze dell'ordine di non pochi reparti speciali. I primi ad aver riscoperto i vantaggi di quest'arma silenziosa e micidiale furono i militari francesi durante la guerra d'Indocina, poiche' molti guerrieri Meo delle tribu' montanare che combattevano a fianco dei famosi Groupements de Commandos Mobiles Autonomes (GCMA), reparti di forze speciali creati dall'allora capitano Trinquier, usavano la balestra per eliminare, senza far rumore, le sentinelle Vietminh o gli esploratori che precedevano il grosso delle truppe avversarie in movimento. Questa antichissima arma, nata proprio in quella parte remota della penisola indocinese, offriva anche l'indubbio vantaggio di non segnalare la presenza del tiratore che scagliava la freccia, rendendo la sua localizzazione impossibile, soprattutto nella folta vegetazione della giungla. I guerriglieri delle tribu' montanare che avevano combattuto con i Francesi si schierarono poi con gli Americani durante la guerra del Vietnam, lottando con la medesima efficacia contro il Vietcong in seno ai reparti autonomi di Special Forces e SEALs. |
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Fu cosi che anche i Berretti Verdi dell'US Army e gli incursori subacquei dell'US Navy, dopo i commandos francesi dei GCMA, riscoprirono le virtu' e i vantaggi della balestra nell'ambito della guerra non convenzionale. Oggi, molti reparti speciali delle forze armate occidentali sono equipaggiati di balestre che, per determinati compiti, si rivelano molto piu' efficaci di un'arma da fuoco, anche se silenziata: elevatissimo potere di perforazione, soprattutto alle corte-medie distanze (sino a 30-40 m.), superiore a gran parte del munizionamento standard di piccolo calibro oggi disponibile; ottima precisione alle normali distanze d'impiego, anche se sprovvista di ottica di mira o altri sistemi di puntamento; facilita' d'uso e costo di addestramento irrisorio; discrezione assoluta, in quanto la localizzazione precisa del tiratore e' pressoche' impossibile da stabilire per l'avversario (assenza di vampata e di fumo che possono rivelare la posizione del tiratore); ottimo rapporto costo-efficacia.Oltre che dai reparti speciali delle forze armate, la balestra e' stata adottata ultimamente anche da numerosi gruppi speciali antiterrorismo proprio per i vantaggi che offre in ambito tecnico-operativo. |
Foto didascalie: Foto 1: Corpi speciali Portoghesi (foto Gilles Rivet) Foto 2: Forze speciali Argentine Foto 3: Forze speciali Sud Africane Foto 4: Incursore subacqueo Francese Foto 5: Guardia nazionale Croata |
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Anche NightVision.it da anni si trova impegnata nello sviluppo e nella sperimentazione di programmi per l'applicazione dei visori notturni sulle balestre. Tra i prodotti importati e distribuiti da NightVisio.it, quelli che hanno dato i migliori risultati in prestazioni e dimensioni sono stati i cannocchiali ad intensificazione di luce notturna serie "NVS Leopard-1", mentre per applicazioni professionali o militari, senza ombra di dubbio, la scelta ricade sui modelli di 2ª generazione D-240. |
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